La tassazione dei rimborsi chilometrici

By Nov 19, 2015
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L' Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 92/E del 30/10/2015 chiarisce la modalità di tassazione dei rimborsi chilometrici.

Ai sensi del comma 5 dell’articolo 51 del Tuir, le indennità o i rimborsi di spese per le trasferte nell'ambito del territorio comunale, comprovate da idonea documentazione, concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente

Diversamente, per le trasferte fuori del territorio comunale, sono previsti tre distinti sistemi di tassazione in ragione del tipo di rimborso (analitico, forfetario o misto) scelto.

I rimborsi chilometrici sono esclusi da imposizione a condizione che  l'ammontare delle indennità  sia calcolato riferendosi alle tabelle ACI. Detti elementi devono risultare dalla documentazione interna conservata dal datore di lavoro.

In relazione alla risoluzione n. 92/E del 30 ottobre 2015 dell'Agenzia delle Entrate, si evidenzia che se la distanza percorsa dal dipendente per raggiungere dalla propria residenza il luogo della trasferta (ubicato in un comune diverso da quello in cui è posta la sede di lavoro) risulta maggiore rispetto alla distanza calcolata dalla sede di lavoro, la quota di rimborso chilometrico corrispondente alla differenza tra le due tratte, deve essere tassata come reddito di lavoro dipendente.

In altre parole, emerge un reddito imponibile ogniqualvolta la tratta “sede di lavoro-località di trasferta” è più corta rispetto alla tratta “altra località di partenza-località di trasferta” effettivamente percorsa.

E' importante sapere che per sede lavorativa deve intendersi il luogo in cui il dipendente si reca, quando non è in trasferta, per espletare la propria mansione. Nel casi di una società opera mediante diversi stabilimenti, ai fini della qualificazione del tipo di trasferta  occorre far riferimento al luogo in cui il dipendente risulta effettivamente assunto.


fonte: Agenzia delle Entrate

 

 

Nov 19, 2015
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