Reverse charge: novità 2016

By Apr 04, 2016
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Dal 2 maggio 2016 entreranno in vigore le novità introdotte dal D.Lgs. n. 24/2016, il quale ha modificato l’art. 17 del D.P.R. n. 633/1972 al fine di recepire le disposizioni contenute nelle Direttive n. 2013/42/UE e 2013/43/UE.
Si tratta dell'introduzione di una procedura particolarmente rapida (cd. “meccanismo di reazione rapida”) per consentire agli Stati membri che rilevano l’esistenza di frodi improvvise e massicce riguardo a specifiche operazioni di ottenere una misura speciale di deroga per poter applicare il reverse charge;
E' stato, inoltre, ampliato l’elenco delle operazioni per le quali gli Stati membri possono, sino al 31 dicembre 2018, applicare il reverse charge.

Non sono autorizzate dai competenti organi comunitari:
  • le cessioni dei componenti ed accessori dei telefoni cellulari (lett. b);
  • le cessioni di personal computer e dei loro componenti ed accessori (lett. c);
  • le cessioni di materiali e prodotti lapidei direttamente provenienti da cave e miniere(lett. d);
  • le cessioni di beni effettuate nei confronti della grande distribuzione organizzata(lett. d-quinquies), vale a dire ipermercati (codice attività “47.11.1”), supermercati (codice attività “47.11.2”) e discount alimentari (codice attività “47.11.3”).
L’ambito applicativo del reverse charge è stato, invece, esteso alle cessioni di console da gioco, tablet PC e laptop (lett. c), mentre la norma è stata allineata alla decisione del Consiglio UE 22 febbraio 2010, n. 2010/710/UE, che ha autorizzato l’inversione contabile per le cessioni di dispositivi a circuito integrato, quali microprocessori e unità centrali di elaborazione, ceduti prima della loro installazione in prodotti destinati al consumatore finale. Anche per le cessioni di console da gioco, tablet PC e laptop è da ritenere che saranno soggette a reverse charge soltanto le operazioni anteriori al commercio al dettaglio(si veda la circolare dell’Agenzia delle Entrate 23 dicembre 2010, n. 59).
Nel riformulato settimo comma dell’art. 17 del D.P.R. n. 633/1972 viene riconfermato al Ministero dell’Economia e delle Finanze:
  • il potere di individuare, con propri decreti di natura non regolamentare, ulteriori operazioni da assoggettare ad inversione contabile ed, in proposito, è stato previsto che le stesse devono essere incluse fra quelle elencate negli artt. 199 e 199-bis della Direttiva n. 2006/112/CE, disponendo che un analogo potere disciplinare è attribuito per le operazioni oggetto della procedura del meccanismo di reazione rapida di cui all’art. 199-ter della stessa Direttiva;
  • il potere di individuare, con decreto di natura non regolamentare, ai sensi dell’art. 17, comma 3, della L. n. 400/1988, ulteriori operazioni da assoggettare ad inversione contabile, diverse da quelle di cui ai richiamati artt. 199, 199-bis e 199-ter della Direttiva n. 2006/112/CE, per le quali resta comunque necessario il rilascio di una misura speciale di deroga da parte degli organi comunitari.
Infine, in conformità all’art. 199-bis della Direttiva, l’efficacia della disciplina in materia di reverse charge è prevista, a titolo temporaneo, sino al 31 dicembre 2018, per le operazioni di cui alle lett. b), c), d-bis), d-ter) e d-quater) del sesto comma dell’art. 17 del D.P.R. n. 633/1972, riguardanti:
  • le cessioni di telefoni cellulari;
  • le cessioni di console da gioco, tablet PC e laptop, nonché di dispositivi a circuito integrato quali microprocessori e unità centrali di elaborazione ceduti prima della loro installazione in prodotti destinati al consumatore finale;
  • i trasferimenti di quote di emissioni di gas a effetto serra;
  • i trasferimenti di altre unità e di certificati relativi al gas e all’energia elettrica;
  • le cessioni di gas e di energia elettrica ad un “soggetto passivo-rivenditore”.
 
 Fonte: ecnews.it
Apr 04, 2016
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