Reddito di inclusione: un aiuto per le famiglie disagiate

By Apr 18, 2017
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È una misura, che diventerà strutturale, per le famiglie in condizioni di disagio: consiste in un aiuto che non sarà solo economico, ma finalizzato all'uscita dalla povertà.
Il reddito di inclusione, che dovrebbe entrare in vigore dopo l’estate, è previsto dalla legge delega approvata a marzo dal Parlamento e per il quale il Governo sta lavorando al decreto attuativo, pronto probabilmente entro fine mese.

Destinataria della misura è una platea di almeno 400mila famiglie, che corrispondono a circa 1,5 milioni di persone, pari a un quarto di tutti i nuclei familiari che vivono in condizioni di povertà assoluta (secondo i dati Istat sono 4,6 milioni di cittadini). Si tratta di famiglie con figli minori, disabili, donne in gravidanza e over 55 disoccupati in condizioni di disagio.

Il valore mensile dell'assegno varierà in base alla distanza del reddito familiare dalla soglia reddituale di riferimento (3mila euro), fissata anche in base alla numerosità del nucleo familiare. Per calcolare l’importo, oltre all'Isee (non inferiore a 6mila euro), si prenderà in considerazione l'Indicatore della Situazione Reddituale (ISR), per valutare l'effettiva disponibilità delle famiglie al netto degli oneri di locazione. Tale meccanismo consentirà di accedere al beneficio anche a proprietari di prima casa in povertà. Escluso, invece, chi possiede un patrimonio mobiliare il cui uso permetterebbe di uscire dalla condizione di povertà.

L'assegno avrà un importo massimo di 485 euro, che sarà caricato su una card bimestrale, e non potrà superare l'importo dell'assegno sociale per gli over 65,7 senza reddito (5.824 euro l'anno). Vi saranno differenziazioni in base al reddito familiare e al numero dei componenti del nucleo. Inoltre, almeno in parte, si continuerà a percepire l’assegno per qualche mese anche dopo aver trovato lavoro, in modo da non essere disincentivati dal cercarlo.

Il reddito da inclusione sarà assegnato solo con l'adesione a un progetto personalizzato di attivazione e inclusione sociale e lavorativa. Le amministrazioni più piccole saranno spinte a gestire la misura insieme, creando consorzi o aziende speciali dedicate. A questi verrà affiancata una struttura nazionale incaricata di fornire agli operatori locali strumenti e formazione e un sistema di monitoraggio che già dal 2017 valuterà l'efficacia dello strumento. Si prevede una collaborazione tra tutti gli attori coinvolti, dal governo alle Regioni ai Comuni, passando per l'Inps che gestirà l'erogazione dell'assegno.


fonte: IlSole24Ore

 
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Apr 18, 2017
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