Come cambia il contratto di associazione in partecipazione

By Nov 24, 2015
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Il D. Lgs 81/2015 abroga l'associazione in partecipazione con solo apporto lavorativo.

Il Jobs Act stravolge la nozione di associazione in partecipazione stabilendo che se l’associato è una persona fisica il suo apporto “non può consistere, nemmeno in parte, in una prestazione di lavoro”.
Pertanto divengono vietati i contratti di associazione in partecipazione nei quali l’apporto dell’associato persona fisica consiste, in tutto o in parte, in una prestazione di lavoro. 

Ricordiamo che il contratto di associazione in partecipazione permette ad un soggetto imprenditore (associante), di usufruire dell’apporto di un associato verso il corrispettivo di una partecipazione di quest’ultimo agli utili dell’impresa.
L'associante partecipa al rischio dell’attività d’impresa nei limiti del proprio apporto e perciò, salvo patto contrario, risponde anche delle perdite,nei limiti del valore dell’apporto conferito.
La disciplina fondamentale, sostituita dagli articoli del Jobs Act, contenuta negli artt. 2549 e seguenti del codice civile italiano, prevedeva che l'associato potesse apportare anche esclusivamente attività lavorativa senza partecipazione economica.

Ad oggi l'unico contratto di associazione in partecipazione stipulabile è quello che prevede l'apporto di denaro
E' importante precisare che la norma si riferisce alle “persone fisiche”. Pertanto continuano ad avere efficacia le associazioni in partecipazione con apporto di lavoro laddove l’associato è rappresentato da un soggetto societario.

Il nuovo decreto, inoltre, ha stabilito che i contratti di associazione in partecipazione con apporto di lavoro già in essere rimangono in corso fino alla loro cessazione.

Nov 24, 2015
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