Dimissioni volontarie e risoluzioni consensuali: la nuova disciplina

By Mar 07, 2016
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La circolare n. 12 del 4 marzo 2016 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali indica l'iter da seguire per la comunicazione delle dimissioni volontarie e della risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.

La nuova disciplina, che si applica alle dimissioni comunicate a partire dal 12 marzo 2016, intende evitare il fenomeno delle cd. "lettere di dimissioni in bianco" e rendere inefficaci le dimissioni presentate con modalità diverse da quelle previste dalle nuove disposizioni.

Resta inteso che il lavoratore ha l'obbligo di rispettare il termine di preavviso ed entro sette giorni dalla data di trasmissione del modulo previsto dalla nuova disciplina, ha la facoltà di revocare le proprie dimissioni e la risoluzione consensuale con le medesime modalità.

La disciplina non si applica:
  • ai rapporti di lavoro domestico;
  • al recesso durante il periodo di prova, 
  • nei casi di dimissioni o risoluzioni consensuali del rapporto di lavoro presentate dalla lavoratrice nel periodo di gravidanza o dalla lavoratrice / dal lavoratore durante  primi tre anni di età del bambino, infatti in questi casi la convalida avviene presso la Direzione del lavoro competente per territorio.
  • ai rapporti di lavoro marittimo
  • ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni.
Il lavoratore può decidere se recedere dal contratto direttamente o facendosi assistere da un soggetto abilitato detto intermediario (patronati, organizzazioni sindacali, enti bilaterali, commissioni di certificazione)
Nel primo caso il lavoratore per rassegnare le dimissioni deve essere in possesso del codice personale INPS ovvero richiederlo all'Istituto.
Nel secondo caso è consentito l'accesso anche in assenza del PIN INPS, con le sole credenziali di cliclavoro che gli intermediari posseggono.

Prima della compilazione il sistema informatico SMV chiede all'utente di fornire le informazioni necessarie a risalire al rapporto di lavoro dal quale si intende recede.

La data di trasmissione consente al sistema di controllare il termine di 7 giorni, entro il quale il lavoratore può revocare le dimissioni.

Una volta completata la compilazione, il modulo viene inviato all'indirizzo di posta elettronica (anche certificata) del datore di lavoro e alla Direzione del Lavoro territorialmente competente.

Soltanto con tali modalità il datore di lavoro potrà considerare valide le dimissioni e quindi presentare entro cinque giorni dalla data di cessazione la comunicazione prevista.

Sarà pubblicato, inoltre, un "video-tutorial" reso disponibile dal Ministero del Lavoro reso disponibile sul sito www.lavoro.gov.it .




Mar 07, 2016
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