Estesa l'automaticità delle prestazioni alla Gestione Separata INPS

Apr 14, 2016
Il D. Lgs. n. 80/2015 ha introdotto un nuova norma in favore dei lavoratori e lavoratrici iscritti alla Gestione Separata Inps di cui alla L. 335/1995. 

Viene esteso, infatti, alle lavoratrici ed ai lavoratori iscritti alla Gestione Separata  il diritto all’indennità di maternità/paternità anche in caso di mancato versamento alla Gestione dei relativi contributi previdenziali da parte del committente.

E’ il primo passo verso l’applicazione nella Gestione Separata dell’Inps del principio di automaticità delle prestazioni, di cui all’art. 2116 c.c., attraverso il quale viene garantita l’erogazione delle prestazioni nel rapporto previdenziale tra Istituto e lavoratore, indipendentemente dell’effettivo versamento contributivo datoriale.


Nella Gestione Separata dell’Inps, la normativa generale prevede, invece, che ai lavoratori e alle lavoratrici sono riconosciute le prestazioni previdenziali solo se risultano accreditati nei 12 mesi precedenti almeno 3 mesi di contributi versati, anche non continuativi.
E pertanto, in caso di mancato pagamento dei contributi da parte del committente, a differenza dei lavoratori iscritti al FPLD, mancando l’accredito contributivo, scatta la perdita del diritto alla prestazione.

A decorrere dal 25 giugno 2015, tra le prestazioni “che sono dovute anche quando l’imprenditore non ha versato regolarmente i contributi dovuti” rientrano il congedo di paternità ed il congedo di maternità (astensione obbligatoria di 5 mesi).
Con la circolare Inps n. 42/2016 l’istituto ha chiarito che, in mancanza del requisito contributivo effettivo (mancato versamento dei contributi da parte del committente), sono interamente indennizzabili anche i periodi di maternità/paternità che sono stati in corso di fruizione alla data del 25 giugno 2015, mentre non sono indennizzabili solo i congedi di paternità/maternità che si sono conclusi prima del 25 giugno 2015.

L’applicazione del principio di automaticità delle prestazioni resta invece escluso per le altre prestazioni previdenziali erogate dalla Gestione Separata: in caso di malattia e degenza ospedaliera resta necessario che risultino accreditati (e quindi effettivamente versati dal datore di lavoro) almeno tre mesi di contributi anche non continuativi, nei 12 mesi che precedono la data iniziale della malattia o del ricovero. Il medesimo requisito contributivo è previsto per il diritto al caso di congedo parentale (ex astensione facoltativa).
Tra l’altro da quest’ultima prestazione sono esclusi i liberi professionisti senza cassa.

Anche al termine del rapporto di collaborazione, le prestazioni a sostegno del reddito per gli iscritti alla Gestione Separata sono subordinate all’effettivo versamento ed accredito dei contributi previdenziali. L’indennità Dis-Col spetta ai collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata, non pensionati e privi di partita IVA, che abbiano tra i requisiti, oltre allo stato di disoccupazione, “almeno tre mesi di contribuzione nel periodo che va dal primo gennaio dell’anno solare precedente l’evento di cessazione dal lavoro al predetto evento” e che possano far valere, nell’anno solare in cui si verifica l’evento di cessazione dal lavoro, “un mese di contribuzione oppure un rapporto di collaborazione di durata pari almeno ad un mese e che abbia dato luogo a un reddito almeno pari alla metà del importo che dà diritto all’accredito di un mese di contribuzione”.
Negli anni precedenti, anche l’una tantum co.co.pro. era subordinata al versamento dei contributi e il relativo accredito di almeno quattro mensilità.

Fonte:consulentidellavoro.it
Apr 14, 2016
Letto 828 volte