Cartelle esattoriali da giugno notifica a mezzo pec

Giu 01, 2016


In attuazione delle disposizioni contenute nel D. Lgs. 195/2015 , a decorrere dal 1° giugno 2016, la notifica degli atti di riscossione destinati ad imprese individuali, società e professionisti iscritti in albi o elenchi avverrà unicamente mediante posta elettronica certificata  pec.
Tale tipologia di notifica è considerata uno strumento idoneo a garantire al contribuente la tempestiva conoscibilità degli atti. 

E' previsto e precisato, inoltre, che in caso di indirizzo pec non valido o inattivo, l’atto verrà inviato telematicamente alla Camera di Commercio competente per territorio e sarà sempre reperibile on line in un’apposita sezione del sito internet della medesima. 

Se la casella pec dovesse risultare satura, si procederà ad un secondo tentativo, effettuato a distanza di 15 giorni dal primo.
In ogni caso, il contribuente riceverà comunicazione dell’avvenuto deposito telematico a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento.


Per i contribuenti persone fisiche, la notifica via pec rimarrà facoltativo  e sarà consentito solo in seguito ad esplicita richiesta in tal senso da parte del privato cittadino. 

La giurisprudenza con due recentissimi sentenze ha messo in dubbio la validità del canale telematico.

Secondo i giudici, infatti, la notifica a mezzo PEC non offrirebbe le stesse garanzie di una raccomandata tradizionale dal momento che ad essere trasmesso al contribuente non sarebbe l’originale della cartella di pagamento, ma solo una sua copia informatica, peraltro priva di qualsiasi attestazione di conformità apposta da un pubblico ufficiale. 

Tale copia sarebbe, pertanto, sprovvista di valore giuridico in quanto inidonea a garantire la sua identità, in tutto o in parte, all’originale che, in tal caso, rimarrebbe nella disponibilità esclusiva di Equitalia. La posta certificata non fornirebbe, inoltre, piena prova dell’effettiva consegna del documento al destinatario; ciò in quanto, diversamente dal sistema tradizionale di notifica cartaceo, ove tale circostanza è assicurata dalla presenza di un pubblico ufficiale capace di dare fede privilegiata alla propria attestazione di consegna (sia essa la relata di notifica o il registro di consegne delle raccomandate AR), la PEC attesterebbe la sola disponibilità del documento nella casella telematica del contribuente, senza alcuna prova certa dell’avvenuta lettura.

La questione è abbastanza controversa, considerata l’odierna entrata in vigore della procedura in esame.
In assenza di chiarimenti da parte del Governo, tale orientamento, se suffragato da altre pronunce, rischia, infatti, di neutralizzare l’obbligo sancito nel nuovo art. 26 del D.P.R. n. 602/1973, rendendo necessario un nuovo intervento normativo.


Fonte: ipsoa.it




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Giu 01, 2016
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