La gestione dei permessi per cariche pubbliche, elettive e per svolgimento attività sociali

Giu 03, 2016

La L.300/70  meglio nota come Statuto dei Lavoratori, all'art. 31 illustra come gestire l' aspettativa dei lavoratori chiamati a funzioni pubbliche elettive o a ricoprire cariche sindacali provinciali e nazionali.

Membri del Parlamento e delle assemblee regionali
I lavoratori dipendenti privati che vengono eletti membri del Parlamento nazionale, europeo o delle assemblee regionali, hanno diritto, a richiesta, di essere collocati in aspettativa non retribuita per la durata del mandato.
I candidati al Parlamento europeo hanno inoltre diritto ad essere collocati in aspettativa non retribuita dal giorno di presentazione della candidatura a quello delle elezioni ed eventuali patti contrattuali tendenti a ridurre la durata legale dell' aspettativa sono nulli.
Durante l'aspettativa il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto e matura l'anzianità di servizio. Il periodo è utile per il diritto dell'accredito figurativo dei contributi previdenziali.


Cariche pubbliche in amministrazioni locali
Tutti i lavoratori dipendenti chiamati a ricoprire cariche pubbliche in amministrazioni locali hanno diritto ad essere collocati in aspettativa non retribuita per la durata del mandato.
In alternativa possono ottenere permessi retribuiti e non retribuiti continuando ad effettuare regolarmente la prestazione lavorativa.

Il periodo di aspettativa è considerato come servizio effettivamente prestato e pur non essendo corrisposta la retribuzione, l'amministrazione locale presso cui i soggetti esercitano il mandato, deve provvedere al versamento a suo carico dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi.
L'amministrazione rimborserà al datore d lavoro la quota annua di TFR accantonato entro il limite di 1/12 dell'indennità di carica. L'eventuale residuo è a carico del lavoratore.

Nell'ipotesi di permessi retribuiti, l'ente presso cui il dipendente è stato eletto deve rimborsare, su richiesta del datore di lavoro ed entro 30 giorni dalla stessa, quanto anticipato a titolo di retribuzioni.


Giudici popolari
I lavoratori nominati giudici popolari presso la Corte d'assise, in quanto titolari di una funzione pubblica elettiva, possono essere collocati in aspettativa non retribuita.
L'interessato durante tale periodo conserva il diritto al trattamento di assistenza sanitaria in caso di malattia e può richiedere che il periodo di aspettativa venga considerato utile ai fini pensionistici.
Durante l'aspettativa maturano anzianità di servizio e TFR.


Partecipanti alle cariche elettorali
I lavoratoti che siano nominati: 
- presidente,
- vicepresidente, 
- segretario, 
- scrutatore, 
- rappresentante di lista o di gruppo di partiti o di comitati promotori
presso seggi elettorali hanno diritto di assentarsi da lavoro per tutto il periodo corrispondente alla durata delle operazioni.

I giorni di assenza sono considerati dalla legge a tutti gli effetti, giorni di attività lavorativa.
Pertanto i giorni lavorativi passati al seggio sono vengono retribuiti come se il lavoratore avesse normalmente lavorato.

I giorni festivi e non lavorativi sono sono compensati con quote giornaliere di retribuzione in aggiunta alla retribuzione normalmente percepita o, in alternativa, recuperati come giornata di riposo compensativo.
La legge non precisa le modalità di scelta tra riposo compensativo o retribuzione, né specifica se la retribuzione dei giorni festivi debba o meno comprendere le maggiorazioni per lavoro straordinario festivo.
La rinuncia al risposo deve essere validamente accettata dal lavoratore.
Naturalmente il riposo compensativo dev'essere goduto con immediatezza, cioè subito dopo ls fine delle operazioni al seggio.
Inoltre, anche se l'attività prestata per lo svolgimento delle operazioni elettorali copre una sola parte della giornata, l'assenza è legittimata per tutto il giorno lavorativo, quindi verrà retribuita interamente.

Le assenze per permessi elettorali devono essere comunicate preventivamente al datore di lavoro e giustificate dal lavoratore mediante la presentazione di idonea documentazione.


Attività di protezione civile
I lavoratori appartenenti ad associazioni di volontariato di protezione civile, iscritte nei registri regionali ed inserite nell' elenco nazionale dell'Agenzia di protezione civile, hanno diritto di assentarsi dal posto di lavoro, usufruendo di permessi retribuiti.
Durante le assenze i volontari hanno diritto alla retribuzione da parte del datore di lavoro, che può richiedere all'autorità di protezione civile competente il rimborso della somma equivalente agli emolumenti versati al lavoratore.
Restano esclusi dal rimborso gli oneri previdenziali ed assistenziali che il datore di lavoro è tenuto a versare agli istituti.




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Giu 03, 2016
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